Conf.Si.L.D.

insieme per un lavoro più giusto



Lavoratori domestici e datori di lavoro sono rappresentati e difesi da Conf.Si.L.D. in ogni momento della propria vita lavorativa.

La libera associazione sindacale si batte ogni giorno per la promozione dei diritti dei lavoratori (colf, badanti, baby-sitter) e dei  loro datori di lavoro.

Conf.Si.L.D. è con le donne e gli uomini che ogni giorno con professionalità e forza, lavorano instancabilmente a fianco di chi ha bisogno.

Mai, come in questo duro periodo, la società tutta deve essere grata agli instancabili lavoratori che sono chiamati ad accudire i nostri cari e aiutarci nelle faccende domestiche. Baby-sitter per accudire i nostri bambini a casa dalla scuola, Badanti che, eroicamente, notte e giorno stanno affianco dei nostri cari, Colf che gestiscono la casa, ormai diventata tutt'uno con l'ufficio.   

Conf.Si.LD. è un Associazione senza scopo di lucro e che si sostiene unicamente con l'aiuto dei suoi volontari. In quest'ottica non è previsto alcun costo per il tesseramento degli aderenti (lavoratori e datori di lavoro), che potranno avvalersi dei nostri volontari per ricevere gratuitamente la consulenza e l'assistenza dovuta.


Aderisci alla nostra Petizione per modificare la legge sul Fondo di Garanzia Inps da estendere anche ai lavoratori domestici, firmandola al seguente link: 

https://chng.it/8GyBrcJx 


Confsild è al vostro fianco 

Un numero sempre maggiore di Colf e Badanti ci chiede di seguirlo vista la tendenza sempre più diffusa di contrarre MALATTIE PROFESSIONALI nello svolgimento delle loro mansioni come sollevare e aiutare nei bisogni primari i loro assistiti o spingere sulla sedia a rotelle le persone non auto sufficienti. Contattateci! Possiamo aiutarvi!

Anche i lavoratori "in nero" possono godere dell'indennizzo previsto dall'INAIL in caso di infortunio domestico

Se stai lavorando senza contratto hai comunque diritto all'indennizzo previsto dall'Inail: non consentire che calpestino i tuoi diritti di lavoratore! Confsild è al tuo fianco!

APPROFONDIMENTI

DENUNCIA DI MALATTIA PROFESSIONALE SUCCESSIVA ALL'INTERRUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO DOMESTICO

 La malattia professionale è una patologia che il lavoratore contrae in occasione dello svolgimento dell'attività lavorativa: essa è dovuta all'esposizione nel tempo a fattori presenti nell'ambiente o nei luoghi ove esso opera (rischio ambientale) o al tipo di mansioni/attività che esso svolge. 

La malattia professionale nel lavoro domestico è regolamentata nell'art. 29 del CCNL. La copertura assicurativa è garantita dai premi versati all'INAIL. Nel caso di lavoratori assunti con il Libretto Famiglia (c.d. Nuovo Voucher) la copertura assicurativa è garantita dal versamento di una percentuale economica (0,26 Euro) contenuta nel valore nominale complessivo di ogni singolo voucher (10 Euro).

Nel caso specifico del lavoratore domestico che contrae una malattia professionale durante lo svolgimento delle mansioni a cui è tenuto essendo tuttavia il rapporto di lavoro interrotto, la denuncia della stessa deve essere presentata dal lavoratore attraverso apposito modello presente sul sito INAIL, debitamente corredata da apposito certificato medico redatto dal medico di base o da specialista. Non essendo direttamente coinvolto il datore di lavoro, la denuncia deve essere presentata entro 3 anni e 150 giorni dal manifestarsi della malattia, pena la perdita di ogni diritto. Il rispetto di tale termine consente al lavoratore di ottenere le prestazioni assistenziali relative al periodo successivo alla presentazione della denuncia stessa.


Abg.da Donatella Maria Lotti

L'OBBLIGO DEL DATORE DI LAVORO DI CONSEGNA DELLA BUSTA PAGA AL LAVORATORE DOMESTICO

Lo stipendio rappresenta la controprestazione dovuta dal datore di lavoro al lavoratore domestico per l'opera prestata in qualità di Colf, Badante o Baby sitter. A tale obbligo si accompagna anche la consegna del cedolino paga come impone l'art. 1 L. 4/1954. Tale obbligo deve essere assolto dal datore di lavoro all'atto della corresponsione della retribuzione tuttavia la laconicità di tale norma presta il fianco ad interpretazioni aberranti ovvero in assenza di pagamento della retribuzione, la consegna della busta paga non è dovuta. L'art. 34 del CCNL che si occupa proprio della retribuzione e del prospetto paga non si sofferma su tale importantissima questione. Alcuni sindacati individuano il momento finale fissandolo non oltre il giorno 10 del mese successivo a quello in cui si è svolto il lavoro domestico. Tuttavia, secondo il nostro parere è necessario fare riferimento al termine indicato nel contratto di assunzione o, in assenza di esso, nella prassi invalsa in concreto tra i contraenti in merito alla data in cui il datore di lavoro è solito versare lo stipendio e, con esso, in questo caso, la busta paga. Quanto alle sanzioni irrogabili al datore di lavoro inadempiente, esse si sostanziano in una sanzione amministrativa pecuniaria che va da 150 a 900 Euro. 

In merito alle azioni esercitabili dal lavoratore domestico, queste potranno spaziare dalla denuncia all'Ispettorato Nazionale del Lavoro, al ricorso presso la Sezione Lavoro del Tribunale di competenza al fine di ottenere dal Giudice un Decreto Ingiuntivo per l'obbligo di consegna.


Avv. Ugo Nasi